domenica 17 maggio 2020

COVID-19 La strategia dello struzzo

Sono appena tornato dalla farmacia, prima dal lavoro... Cosa mi colpisce? Che il 70% delle persone che ho incontrato non avevano la mascherina, o la portavano al polso, oppure sotto il naso... gruppetti che degustavano il gelato ed altri a passeggio in una piacevole serata romana.
Peccato che negli ultimi 2 mesi e mezzo sono morte, a causa del coronavirus, quasi 32 mila persone! Sono morte in una piccola porzione di territorio, non in tutta Italia.
Chiaramente ad oggi non esiste una difesa assoluta, ma presidi come le mascherine aiutano noi (a patto che tutti la indossino) e a prenderci cura degli altri...
Il virus non scomparirà semplicemente pensando che non esiste.

sabato 21 marzo 2020

COVID 19 un mese dopo


E’ commovente e inorgoglisce la risposta dei medici alla chiamata della protezione civile per le zone rosse a causa del COVID 19, in migliaia (7000), uomini e donne, dai ventenni agli ottantenni, da tutta Italia sono pronti a partire. Pronti a rischiare la vita. Oggi è stato un altro giorno da incubo: 793 morti in 24 ore. La Lombardia è la regione più colpita, drammatica la situazione anche in Veneto ed Emilia, qui in molti paesi non ci sono persone alle finestre o sui balconi che cantano, qui regna il silenzio del dolore e della paura. Quella paura che non hanno quelli che, come se nulla fosse, corrono, si spostano senza una necessità specifica, quelli che ancora si radunano. Incoscienza pura, minaccia per se e per altri, mentre tutto il Paese si ferma. Le fabbriche chiudono, i negozi hanno le serrande abbassate. Un grande sacrificio per tutti che al tempo dei social diventa creatività, canzoni postate e video scherzosi. Le città sono ferme, vuote, immobili, surreali, spettrali, al contempo nelle case si studia, cucina, spera, prega. La RadioVaticana – Vatican News aprono microfoni e piattaforme digitali per portare ancora di più il Vangelo, la parola del Papa a tutti, in tutto il mondo. #preghiamoinsieme  #tuttoandràbene

venerdì 21 febbraio 2020

Amare non uccidere - Aiutare non rinunciare

...e si riaccende il dibattito sull'aborto... Incredibile leggere ancora di "scelta privata", di "scelta della donna"... certo è così se non si sente il cuore che batte, se non si vede un corpo che cresce (al pari di quello di un adulto che si sviluppa, invecchia, decade, muore)... se si abbandonano le donne...
Tanti tanti anni fa, forse non c'erano le conoscenze mediche, tanti anni fa c'era forse un altro contesto...
Incredibile che ancora di parli di "scelta". L'uomo si forma dall'incontro di due cellule, il processo finisce con la morte.
Certo è che bisognerebbe supportare ogni donna, fornendo assistenza, qualunque assistenza: economica, psicologica, sociale, lavorativa, previdenziale... Invece si sceglie il silenzio e di lasciare che tutto si consumi "in un falso fatto privato": più semplice, più pratico, più economico per una società muta, cieca, sorda... meglio lo scontro di parole che investire e davvero generare una scelta. L'aborto si sconfigge con i fatti, amando. Invece in questo modo, oggi, tutti perdono: la vita dei piccoli, la donna che non sceglie davvero, la società che uccide se stessa

sabato 15 febbraio 2020

Nel tuo abbraccio - Perché una poesia non è mai solo cuore


Note che nessuno vedrà
Parole che nessuno ascolterà
Colori che nessuno toccherà

Sotto una pioggia di stelle
il riflesso di una clessidra
segna
diademi e tramonti

Il vento soffia
tra aquiloni
che dissolvono nuvole di sabbia

Occhi di questo mare
Cristallo
senza onde
strade
luna

D’improvviso
il cuore tracima se stesso

Nella certezza di Te

giovedì 26 settembre 2019

In Italia la Consulta apre al suicidio assistito

Da un lato la lucidità, lo smarrimento, la confusione, la malattia, la scelta di chi è affetto da patologie irreversibili e tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e che soffre ad un livello tale da ritenere intollerabile quella condizione; dall’altro il pensiero, la capacità di amare, aiutare, l’azione, il sostegno o il fallimento dell’uomo.

Da sempre il suicidio per la “cultura occidentale” è una sconfitta, è un aver ignorato, l’aver girato le spalle, il non essersi accorti, il non essere stati capaci di farsi carico di una condizione, di un male capace di divorare ogni speranza, di uccidere. 

Quando un uomo si suicida compie un gesto autolesionistico estremo dove in gioco non c’è solo la capacità di prendere decisioni libere e consapevoli, ma la famiglia, gli amici, l’intero gruppo sociale che lo circonda, fino ad arrivare allo Stato. La decisione della Corte Costituzionale che ha aperto al suicidio assistito ritenendo che in alcuni casi questo sia possibile, afferma ancora una volta un percorso di morte, chiudendo ad ogni azione verso l’altro, per l’altro.

Il punto su cui si è riflettuto non è stato l’uomo, ma la sofferenza dell’uomo, il non volerla guardare, accettare, curare, mitigare. La sofferenza da circoscritta è stata portata ad universale. Ora circa 4mila medici cattolici sono pronti a fare obiezione di coscienza, ma è l’intera classe medica chiamata a riflettere sul senso di una professione che ha la missione di aiutare, salvare, rispettare la vita, non di sopprimerla. 

Lo stesso giuramento di Ippocrate impegna ogni medico al rispetto assoluto della vita umana e della sua sacralità. “La medicina - ha ricordato Papa Francesco -, per definizione, è servizio alla vita umana, e come tale essa comporta un essenziale e irrinunciabile riferimento alla persona nella sua integrità spirituale e materiale, nella sua dimensione individuale e sociale: la medicina è a servizio dell’uomo, di tutto l’uomo, di ogni uomo”. 

Il Papa parla di “strade sbrigative di fronte a scelte che non sono, come potrebbero sembrare, espressione di libertà della persona, quando includono lo scarto del malato come possibilità, o falsa compassione di fronte alla richiesta di essere aiutati ad anticipare la morte”. Il Papa nel marzo scorso ha ricordato che “la Trasfigurazione di Cristo ci mostra la prospettiva cristiana della sofferenza”, che “non è un sadomasochismo”. 

“Gesù ci assicura che la croce, le prove, le difficoltà nelle quali ci dibattiamo hanno la loro soluzione e il loro superamento nella Pasqua”. In questa prospettiva tutto si ribalta quindi e la paura, il dolore, lo smarrimento, diventano senso stesso dell’esistenza, ed essere vicino all’uomo che soffre, fragile, per aiutarlo, sostenerlo, l’unica risposta che abbia un senso.

venerdì 19 luglio 2019

Sala Stampa - Radio Vaticana Vatican News: il cammino continua


...Giornata memorabile oggi a Radio Vaticana - Vatican News: Alex Giso, El Portavoz, è tornato a casa (dopo sette mesi straordinari) ed insieme a Sergio Centofanti sarà vicedirettore del Dicastero per la Comunicazione.
Un grandissimo in bocca al lupo a Matteo Bruni nuovo Direttore della Sala Stampa vaticana, ci siamo conosciuti nei viaggi papali e non solo: straordinario sguardo sull’uomo e organizzatore dai modi sempre gentili, anche in situazioni estreme... Per quel che riguarda me, sostituendo l'ineguagliabile Bernd Hagenkord (che torna in Germania), in qualità di responsabile del Centro Editoriale Multimediale, mi occuperò della testata Radio Vaticana - Vatican News. Con me una squadra che stiamo ultimando…  

Oggi nella grande Sala Marconi, dove ci incontriamo per gli eventi di rilievo e le grandi riunioni di redazione, gli applausi per le nomine mi hanno scaldato il cuore... Una grande riforma come quella che stiamo vivendo assorbe tante energie, a volte sembra addirittura che la salita sia troppo ripida, ma oggi i volti dicevano altro, mostravano la bellezza dell'essere in famiglia. Quella forza sostiene. Perché non vuol dire essere sempre d'accordo, o peggio chiudere gli occhi, ma significa avere la certezza di essere parte di un tutto, che ogni cosa, nel bene o nel male, inciderà sulla costruzione di un edificio comune, fatto di volti e vita, al servizio del Papa.

"Sono un figlio" della Radio Vaticana, ciò che mi ha sempre colpito e continua ad affascinarmi è che, in 6 piani, puoi attraversare il mondo, leggere il mondo e cambiare il mondo.

Questo inverno il responsabile della sezione Africa, padre Jean-Pierre Bodjoko, ha organizzato, dopo tanto, una festa per stare insieme: abbiamo mangiato, bevuto, respirato l'Africa, l'Elefante... abbiamo un po' ritrovato noi stessi. Grazie ancora Jean-Pierre! Radio Vaticana - Vatican News, porta la voce del Papa in tutta la terra, porta il messaggio di Cristo, legge i fatti con occhi diversi, non solo per le 45 lingue, in 34 redazioni, ma per un'identità, un'appartenenza. Questo significa che non ci sono problemi? Nooo... Significa che siamo sfidati ad essere sempre di più noi stessi.