venerdì 11 novembre 2016

La Radio Vaticana nell'era post mediale




Una pillola sulla Radio del Papa costruita da Guglielmo Marconi: dai microfoni di Pio XI, alla realtà digitale del giornalismo immersivo. 
Vuoi saperne di più? Allora gustati questo servizio realizzato dalla Rai per il programma "A Sua immagine" in cui ti raccontiamo un po' di storia, la nostra realtà e qualche frontiera qui GUARDA  il video integrale.



Quattro chiacchiere con Lorena Bianchetti...



giovedì 10 novembre 2016

Trump secondo Emanuela Campanile e non solo

Perché le buone letture si condividono, quando di inchiostro ne scorre troppo... 

Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti e con lui nasce l'era del "trumpismo": il tempo della "nazione arrabbiata". La Democratica e rivale Hillary Clinton non è riuscita a battere l' outsider imprenditore milionario (dalla faccia dura e dai modi molto poco "politically correct"), che ha sorpreso esperti e sondaggisti incarnando perfettamente la frustrazione e le paure di una larga fetta dell'elettorato USA. 


"Bisogna ora vedere quanto Trump farà ma soprattutto - afferma Mattia Diletti, esperto di politica interna statunitense e docente di Scienze Politiche all'Università Sapienza di Roma - come si servirà di quella rabbia (tutta made in USA!) di cui si è fatto interprete". Dall'era Obama, cerca infatti di riemergere una classe media a cui molto è stato tolto e che intende difendersi da tutto ciò che può minacciarla. Anche con rabbia.


...e poi



Certamente le proteste di piazza del giorno dopo con tanto di pupazzi di Trump dati alle fiamme non incarnano proprio il senso pieno della democrazia, piuttosto quello del malessere con venature violente… ma anche questo e Usa Style. Comunque Obama riceve il magnate alla Casa Bianca e consegna le chiavi che apriranno dal 20 gennaio, data dell’insediamento ufficiale, mentre Hillary, anche se amareggiata, ha accettato la sconfitta bucata da ogni sondaggio… ma si sa i sondaggi sono condizionati da una molteplicità di fattori, i media ad esempio “scrivono verità” e la conseguenza è che poi chi la pensa diversamente non lo dice… 


W l'America made Usa

sabato 3 settembre 2016

Casta e dintorni

Bene… tutti indignati per i privilegi della casta… i parlamentari devono essere dimezzati. Però chi guarda dove si ricollocano? Cioè Consigli d’Amministrazione, Authority… L’ultima: che i bancari saranno dimezzati. E così si sfrutta il desiderio di rivalsa di chi fatica ad arrivare a fine mese. Il punto è rilanciare, creare opportunità, non far aumentare la tensione creando bersagli, vittime e carnefici, o peggio distraendo. W l’Italia!

P.S: Je Suit Charlie perché non si uccide, ma le vignette prima e dopo restano incommentabili e offensive e la satira per fortuna non è solo questo.

A riprova il fatto che l'ambasciata di Parigi a Roma in un comunicato ribadisce che la vignetta sul terremoto in Italia "non rappresenta assolutamente la posizione della Francia".

martedì 2 agosto 2016

...Intanto è arrivato Giorgio

La domanda dallo sfondo sadico che ti fanno quando ti è appena nato un figlio è: dorme?
La risposta giusta è (sempre e comunque) 'no' pena lo scatenarsi delle ire di Morfeo...
Ieri mi ero dimenticato questa regola base e
alla fatidica domanda ho risposto: 'beh abbastanza ovviamente si sveglia ogni 3/4 ore però va bene'.
Alle 23.30 diamo la poppata prenotturna... Giorgio smette di piangere. Decidiamo di andare a dormire. 5 minuti dopo si dimena. Sicuri che sia solo un po' di aria lo ninniamo... si raddormenta... lo rimettiamo in culla e 5 minuti dopo la stessa scena... questo andrà avanti fino alle 6.10 del mattino. Alle 3.30 Sara 2 anni e mezzo si sveglia e viene in camera :
'ci alziamo?'...
'no Sara è notte'...
'ma Giorgio è sveglio'
"Appunto è ora di dormire"
"Se lui è sveglio anche io sto con voi" e si infila nel lettone. Intanto Giorgio piange insistentemente. Maria 8 anni dalla sua camera (un metro dalla nostra): "vorrei dormire"
Noi: 'pure noi'
Sara: 'perché? '
Zombiemamma riaccompagna Sara nel suo letto. Giorgio si addormenta per 30 minuti tra le mie braccia solo che sono seduto sul letto con la testa sulla testiera in legno. Stessa scena con Zombiemamma i 30 minuti successivi.
All'alba tutto tace.
Un'ora di sonno e ci alziamo. Apro la porta e Sara e Maria già sveglie e in piena attività ci accolgono con i grembiuli da cucina: "giochiamo?!!!!"
Giorgio ora che scrivo (9.13) ancora dorme.
Grazie Morfeo e comunque: 'NO' Giorgio NON dorme!

Uomini contro il terrore

Il sedicente Stato Islamico vuole convincere una parte del mondo (ed alcuni già lo pensano) che tutti i mussulmani sono sanguinari, che vogliono sterminare i cristiani e ingaggiare una guerra contro l’Occidente. 
Eppure in Iraq, Afghanistan, Siria, Turchia, Somalia, Nigeria, Libia… OGNI GIORNO muoiono decine di musulmani uccisi dalla furia omicida dei terroristi, insieme a tante altre minoranze, tra cui i cristiani. Un conflitto secolare tra Sciiti e Sunniti e una galassia di altre realtà. 
Gli ultimi attentati di Nizza sconvolgono e toccano ancora l’Europa, così come l’uccisione di  padre Jacques Hamel che a 85 anni è stato sgozzato da due jihadisti dell'Is nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, ma il rischio, o meglio quello che vogliono i sostenitori del conflitto è generare una rete di odio cieco. La Comunità internazionale è chiamata ad un compito alto, a dare risposte che non siano solo plotoni e bombe, altrimenti “questa guerra mondiale a pezzi” potrà solo alimentarsi.

venerdì 12 febbraio 2016

Nicole - La bellezza della vita senza ipocrisie

Il mondo bisogna custodirlo, costruirlo e mostrare il bello, il bene perché attirano e sono contagiosi. Il male divide, il male crea conflitti e muri, il male ribalta le cose. Leggo un articolo http://goo.gl/9XunxY e si apre uno scenario meraviglioso su Nicole Orlando. Lei ha 22 anni, è di Biella ed è campionessa paralimpica pluridecorata. Righe, foto e video per descrivere il talento, la bravura, la bellezza, dolcezza e tenacia. Lei è affetta dalla sindrome di down, è ospite al Festival della musica italiana di Sanremo. Tutti applaudono, si commuovono. 

Perché siamo così, spesso senza memoria, istintuali, immediati. Già perché quando le mamme vanno dal ginecologo con il cuore gonfio di speranza, paure, e la vita che esplode nel grembo, dopo l’accoglienza gioviale con lo stesso sorriso viene inoculato il germe del dubbio con una semplice domanda supportata da statistiche, ovvero eventualità, non certezze, eventualità: vuole effettuare l’amniocentesi? 

E se dici di “no”, oggi ti spiegano che esiste un nuovo metodo, costo 500 euro, non invasivo. Lo scopo? Non è curare problematiche pre-natali di questo tipo “perché allo stato attuale non si può intervenire su patologie genetiche”, il solo fine è sapere. E poi quella diagnosi se di downismo diventa sentenza: di vita o di morte. 

I genitori di Nicole hanno scelto la vita. Grazie! Nessun giudizio nei confronti di chi non ce l’ha fatta o non ce la farà. Massimo giudizio e condanna nei confronti di un Paese che abbandona, che ignora, che lascia soli. 

Quante Nicole si potrebbero salvare! Se non si lasciassero sole le mamme, le famiglie. Se chi ha paura avesse sostegno: economico, sanitario, psicologico, lavorativo… certezze per il domani. Quante vite si potrebbero salvare se chi rifiuta avesse canali privilegiati per portare a termine la gravidanza e poi affidare quel cucciolo a chi potrebbe prendersi cura di lui. 

Nessun giudizio mai nei confronti di chi non ce la fa, massimo biasimo per una società che sceglie sempre la via più semplice: quella dello scarto, dell’eliminazione.

Perché costa prendersi cura della Vita. Costa economicamente l’assistenza sanitaria, costa supportare, costa aiutare donne, famiglie intere a non perdere il lavoro o addirittura a trovare case e impiego. E allora eliminare il “problema” è la via semplice. Quindi si cambiamo i nomi: omicidio è aborto e Nicole è feto. 

L’aborto non si sconfigge togliendo una legge, ma aiutando a scegliere, sostenendo e costruendo.  


E allora grazie a Nicole, ai suoi genitori, a tanti genitori che vivono fatiche inenarrabili (con o senza sorriso, ma le vivono), grazie ai medici, infermieri, operatori e tutti coloro che nel piccolo e grande della propria esistenza edificano e mostrano Bellezza. E che ieri sera hanno pianto e sorriso e applaudito, davanti alla regalità  della vita, senza alcuna ipocrisia.

sabato 30 gennaio 2016

#FamilyDay2016 e l'Italia dagli occhi aperti

Poche righe perché tanti diranno, ma non si può nascondere la bellezza. La bellezza di una piazza che chiede alla politica di ascoltare. E allora guardo una politica che fatica a leggere il Paese reale. Una politica che insegue l’Europa o ne prende le distanze, ma è in difficoltà nel tracciare rotte proprie. Oggi migliaia di persone non hanno detto “no” a qualcuno, come invece sostiene chi ama contrapposizioni, hanno detto “no“ al pensiero unico, allo sfruttamento della donna, alla violazione dei diritti dei bambini. Una piazza che ha aperto una pagina nuova, tutta da scrivere. E ben venga il confronto e chi pensa diversamente. Ora si gioca la sfida più grande: costruire e restituire all’Italia il suo volto, quello della famiglia, che ama e accoglie. Oggi si è visto un popolo, non una massa, si è vista una faccia: quella dell’Italia che non accetta che “tutto vada bene”. E poi? Poi politiche familiari, non solo aiuti, poi lavoro, sanità, economia... declinati con il fattore famiglia
W l’Italia.

lunedì 21 dicembre 2015

Il Giubileo della speranza nell'anno che verrà

Certo riaprire una finestra dopo quanto è successo a Parigi non è facile. Il terrorismo spaventa tutti, questo è uno dei suoi schemi… e mentre decine di persone continuano a morire nel Mediterraneo, #PapaFrancesco ha aperto la prima Porta Santa del Giubileo a Bangui, la capitale del Centrafrica, segno di speranza in un mondo che continua a combattere e respingere. Dal 13 dicembre (l’8 a Roma) si sono aperte le Porte Sante della Misericordia in tantissimi Paesi, per tutti…  Intanto la Consulta in Italia ha finalmente i suoi Giudici e si è chiusa l’ennesima Leopolda, mentre i correntisti fanno i conti con il fallimento di quattro banche che hanno venduto titoli a rischio. Anzi che non erano a rischio, ma lo sono diventati per la firma del nostro Parlamento, ma nessuno ha avvertito. Migliaia di persone hanno perso i risparmi di una vita. E allora ancora fiumi di parole, mente la legge di stabilità fa un passo in avanti verso le famiglie. Un passetto ancora non si corre. Eppure qualcosa si muove. 
W l'Italia!

venerdì 16 ottobre 2015

Il Meeting mondiale delle famiglie: da Philadelphia a Dublino

Il Meeting mondiale delle famiglie di Philadelphia ha visto 17mila persone provenienti dai 5 continenti per affermare la bellezza di questa cellula fondamentale della società. 
La famiglia luogo in cui crescere, svilupparsi. Luogo che fonda e plasma la società. La famiglia luogo in cui ogni ferita si sana. L'incontro con il Papa è stato strepitoso, oltre 2 milioni di persone hanno pregato con lui nella Messa di domenica. Dall’altra parte dell’Oceano l’Europa sembrava ancora più vecchia, e più lenta di quello che è, ma anche più solida e più forte rispetto alla liquidità della società americana.

Straordinari i discorsi di Francesco in Usa... al Congresso, alle Nazioni Unite, la preghiera a Ground Zero... come gli incontri con le comunità, la gente... E la gente... "Il Papa ci dice che i soldi non sono tutto... e questo non lo dice nessuno"; "il Papa parla della famiglia ed io sono persona perché sono nata in una famiglia"; "Il Papa è come una Rock Star coinvolge tutti"; "Il Papa ha portato la luce di Dio in questo Paese".

Un Paese dove c'è una pressione sociale fortissima, dove a fianco del sogno americano c'è l'incubo del terrorismo. Dove vicino alla libertà, convivono le armi... 














































sabato 5 settembre 2015

20 Righe e l'Europa dei Popoli

Cosa e chi si nasconda dietro le guerre nel vicino e lontano Oriente, in Africa, nessuno lo sa, anche se molti ipotizzano. Fiumi d’inchiostro per descrivere gli interessi di Stati Uniti, Russia e Monarchie del Golfo. Insomma nulla di nuovo, tranne per la variabile di migliaia e migliaia di perone in fuga. Uomini, donne e bambini che si imbarcano su gommoni, carrette del mare o navi senza pilota con la speranza di vivere. L’Europa è una fortezza e si divide tra accoglienza e muri, tra dinieghi e solidarietà, tra mancanza di norme e regole restrittive. E intanto la gente muore. Muore nel Mar Mediterraneo inghiottita dalle onde, bruciata dal sole, divorata da fame e sete. Muore sotto i camion, nei container. Il mondo si ferma per la foto del piccolo bimbo siriano riverso senza vita sulle spiagge turche. E poi? Dimenticherà ancora? Già perché non fanno più notizia i bambini con lo stomaco ingrossato dalla fame, quelli che sniffano colla, quelli rapiti, abusati sfruttati. I bambini: futuro e speranza del mondo.
Capi di Stato e Governo lavorano, promettono: carcere a chi sorpassa recinti o vie di accoglienza. Si indicono vertici in giacca e cravatta, mentre c'è chi non ha neanche una tenda sotto cui dormire.
Peccato che la geopolitica non sia gestione dell'emergenza e ciò che ora viviamo nasce da ieri, come ciò che ci sarà domani è determinato dall'oggi. Ma questo lo sanno bene tutti coloro che siedono sulle vere poltrone di comando, altra cosa è la gestione delle informazioni, del caos mediatico che propone centinaia d'informazioni aiutando l'oblio. 
Sembra così lontana l’Europa sognata da Adenauer, De Gasperi e Schuman in cui non vi era dubbio sulle radici che determinavano lo sguardo sull’uomo e per l’uomo. Non l’Europa della BCE, suddito, ma l’Europa dei Popoli.

martedì 16 giugno 2015

La Famiglia è cuore di tutto il corpo

Manifestazioni del 20 si e no... Politiche pro o contro, gente pro o contro... 

La cecità di alcuni è di pensare che questo Paese viva emergenze scollegate: lavoro, soldi, natalità... Sono tutte realtà legate, tutte. La famiglia è il centro del tutto e questa realtà è aggredita da ogni parte dai poteri economici. Se non si capisce questo dato, il resto sono battaglie nobili e meno nobili, ma pur sempre parziali.

mercoledì 10 giugno 2015

Speciale 750 anni Dante Alighieri. Il poeta del Desiderio dallo spazio al centro della terra


Una puntata dedicata a Dante. Con me in studio Franco Nembrini e tanti inserti...  

Ho conosciuto Franco tanti anni fa...  La parola che mi viene in mente è Straordinario.  Legge, studia, ama Dante perché in lui c'è Dio. Ed una puntata anche divertente è diventata cammino di testimonianza e traccia di vita... 

Ascolta la puntata:

martedì 2 giugno 2015

La vita è una storia condivisa

Ho scelto di pubblicare oggi perché è passato del tempo e la "carta" in questione è già vecchia... Ho deciso di condividere con gli amici di FB perché un'amicizia, seppur telematica, è un percorso e un Blog è un racconto. E allora condivido non la copertina con il Papa, ma una storia di fede, la mia vita.

Mi è stato chiesto di raccontare la fede nella mia esistenza, sono stato "costretto" a sedermi, fermarmi e guardare indietro... E' stata anche per me un'esperienza intensa e inaspettata in cui ho visto parte di me.








venerdì 13 febbraio 2015

World Radio Day 2015



Prof. Puglisi direttore Commissione Italia #Unesco: la radio insegna ad ascoltare, dimensione oggi assente per tanti motivi.

Padre Colombo direttore #Signis: la radio in Africa è insostituibile, è motore d'incontro e cambiamento sociale

Roffi Responsabile #millecanali: Fm e Dab + convivranno in #Europa per anni.



Leggi tutto: http://goo.gl/EIZUfl

mercoledì 11 febbraio 2015

Eutanasia in Canada

La Suprema Corte del Canada ha autorizzato il suicidio assistito per un anno, il tempo che ci vorrà per cambiare la legge, che ora, secondo i magistrati lede la Carta dei diritti e delle libertà. 

Il Parlamento ha già detto che studierà seriamente il caso. I margini di manovra per contrastare la decisione ci sono, anche se ristrettissimi, ma per dodici mesi rimarrà aperta questa finestra di negazione. 

Le toghe canadesi hanno stabilito che i malati incurabili, ma non necessariamente in fase terminale, potranno scegliere volontariamente la morte. Possibilità estesa anche a chi affetto da patologie psichiche

Ancora una volta ciò che sembra vincere è la logica economica. Quella che vede nella malattia un costo sanitario, non un uomo da aiutare. Un costo lavorativo e sociale troppo elevato. E’ la “cultura dello scarto” declinata tante volte da Papa Francesco

Non conta la persona, ma la sua efficienza, la sua capacità produttiva e quando è più debole lo si butta via, anzi peggio lo si convince che la morte è strada da intraprende, per non soffrire. 

Perché la sofferenza spaventa tutti. Le cure palliative, che servono a lenire il dolore, ad accompagnare con dignità e amore le persone fino all’ultimo respiro, costano troppo. 

E allora si parla di “libertà” e “civiltà” mentre si sceglie la strada più semplice, quella del cocktail letale. Nessuno però vorrebbe morire se gli fosse assicurato l’affetto dei propri cari e minore sofferenza. 

La scelta è dettata ancora una volta dalla negazione dell’appartenenza: l’uomo non può avere lo sguardo sull’uomo se rinnega il legame con la trascendenza, con Dio creatore che per primo lo ha amato

La conseguenza sono le contraddizioni, come opporsi alla pena capitale e sostenere l’eutanasia; usare la parola diritto e negare ai soggetti più deboli, come ai bambini nelle pance delle mamme, la possibilità di vivere.


sabato 24 gennaio 2015

Cosa cambia sull'orlo della perenne #crisi

Il terrore arrivato a Parigi fa paura e in tutta Europa cresce l’allerta e si blindano frontiere. Vivo il ricordo della folla oceanica per le matite di Charlie Hebdo, ma il mondo non si è mosso quando le nuove copertine su Maometto sono costate la vita a 10 persone in Niger e 45 chiese date alle fiamme dalla furia estremista. L’Europa guarda se stessa, alza l’asticella della diffidenza con l’Oriente e non si accorge di cosa succede tutto intorno, dove crescono povertà e si demoliscono diritti e proliferano sacche preziose per il terrorismo, il fondamentalismo.


Anche questo, forse, è il prezzo della globalizzazione. La Libia sprofonda nel caos più totale: divisa, di fatto, in tre zone ingovernabili senza che si riesca a giungere al tanto auspicato Governo di Unità Nazionale. L’Egitto, con il forte Al Sisi ha bandito i Fratelli Musulmani, ma il Sinai rimane fuori controllo. Israele è ferito continuamente e, in uno schema che sembra senza fine, è insieme ai palestinesi vittima e carnefice. Il sangue non si ferma in Nigeria dove gli integralisti islamici di Boko Haram compiono continue mattanze, anche di cristiani, nel nord-est. L’ultima strage è a Baga dove 2000 persone sono state massacrate. Fuori controllo anche la Somalia, preda di bande e “signori della guerra”. L’Iraq, sconquassato e instabile come l’Afghanistan, è in piena lotta contro l’Isis che uccide senza pietà chi gli si oppone, chi non si converte. I cristiani cacciati da Mosul fuggono dal Paese. In Siria si stimano oltre 200mila morti in quasi 4 anni di conflitto interno, iniziato con l’opposizione al regime di Assad e degenerato in un universo tribale nel quale tutti lottano contro tutti ed in cui i jihadisti sunniti dell’autoproclamato Califfato avanzano nonostante i bombardamenti della Coalizione a guida statunitense. Milioni i profughi, centinaia i rapiti e scomparsi. In Yemen sono gli sciiti ad assediare il potere, mentre Al-Qaeda rivendica morte e attentati. Il Pakistan ha condannato le vignette su Maometto ed ha ripristinato la pena capitale per contrastare il terrore jihadista. Qui è in carcere da sei anni, condannata a morte, la cristiana Asia Bibi con l’accusa di blasfemia. Il suo caso è uno tra i tanti. Cresce il Pil dell’India dove, secondo l’organizzazione “Catholic Secular Forum”, nel 2014 ci sono stati più di 7mila episodi di violenza compiuti da gruppi estremisti indù contro i cristiani. La Cina, Paese leader per esecuzioni capitali, gioca una partita silenziosa e si muove su linee economiche di acquisto mondiali, guardando le immolazioni dei buddisti in Tibet. L’Arabia Saudita piange la morte del suo re novantunenne, Abdullah bin Abdulaziz, mentre un blogger è stato condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per aver offeso l'Islam sul suo forum online. Ogni giorno riceve dal boia, a Gedda, 50 scudisciate. Continuamente rimandate le trattative sul nucleare iraniano, che nega l’atomica per scopi bellici tra le sanzioni di Usa ed Europa. L’Occidente intanto osserva il ridisegnarsi, a colpi di mortaio, dei confini tra Ucraina e Russia. Muta, cresce, anche il potere dei narcos sudamericani che esportano in tutto il mondo grazie, anche, all’aiuto della camorra italiana. Spiragli di dialogo a Cuba che si riappacifica con gli Stati Uniti, federazione in cui la pena di morte è la più applicata tra i Paesi democratici. Eppure Papa Francesco ogni giorno non smette di invocare la pace, il rispetto delle religioni, condannando ogni forma di violenza, indicando instancabilmente vie di dialogo e ascolto per vincere odio e devastazione. Ma l’Europa per ora è troppo impegnata a far quadrare i conti, a proteggersi, dimentica delle radici cristiane e del grande ruolo che potrebbe giocare sullo scacchiere Mediterraneo ed internazionale.